Ser Niglio e Santacola – Il racconto di Pasqua

C’era una volta… vale a dire da quando si narrano le prime leggende, Ser Niglio, un leprotto coniglio con un bellissimo pelo bianco, un cappello a bombetta nero sulla testa ed una grossa cravatta rossa scintillante, che gli ricadeva giù sul petto, fino ad arrivare a toccare per terra. Al pari di un lord inglese, anche se non lo era in realtà, si muoveva con un’eleganza impeccabile ed irresistibile. Era un leprotto così bello ed affascinante, che avrebbe fatto perdere la testa a tutte le conigliette che incontrava lungo il suo cammino, peccato che, nessuna lo aveva mai visto fino ad allora.

Ser Niglio – Il leprotto Coniglio

Come mai? Ve lo spiegherò tra poco…

Era una vera e propria autorità nel suo campo lavorativo “un po’ insolito”, perché ricopriva e svolgeva ogni anno un compito molto, molto importante: doveva consegnare le uova di Pasqua ai bambini di tutto il mondo. Avete capito bene, di tutto il mondo e lo doveva fare in una sola giornata, meglio… in una sola mattinata e senza farsene accorgere da nessuno! Pensate che, nello svolgere le consegne, doveva mangiare più di mille carote, che lui stesso aveva raccolto e selezionato con cura, e nonostante questo, si stancava così tanto, ma così tanto, che gli ci voleva un anno intero per riprendersi da tale e tanta fatica ed era proprio questo il motivo, che lo rendeva così disperato.

Gli piaceva moltissimo il suo lavoro, ma avrebbe voluto fare anche altro, come conoscere animaletti simili a lui, con cui passare del tempo insieme a giocare, a parlare e fare amicizia. Anche i suoi grandi capi, i signori Pasquin, appartenenti all’antica e grande Casa Reale della Pasquina Uovadiciocca, che aveva interpellato proprio per aiutarlo, non erano riusciti a trovare una soluzione, che lo facesse stancare di meno e che gli permettesse di vivere una vita insieme agli altri e non più così solitaria.

Direte e penserete voi… ma povero, sempre da solo e… continuiamo la storia…

I giorni prima della grande consegna delle uova, erano frenetici e molto caotici. Doveva recarsi nei boschi abitati da alti alberi di cioccolato di ogni genere e tipo, tanto da far venire l’acquolina in bocca, raccoglierne i rami più “gustolosi” (in gergo fiabesco: tradotto “da leccarsi i baffi”), portarli nel magazzino delle SiepisempreVerdi, separarli per tipologia (latte, bianco o fondente) e poi gettarli nella grande fornace, che scioglieva il cioccolato. Il liquido bollente, che fuoriusciva, veniva versato in stampi dorati di dimensioni diverse, che avrebbero dato vita alle uova di cioccolato. A questo punto, Ser Niglio prendeva ogni uovo e lo rivestiva con tante carte colorate, una diversa dall’altra, che portavano alla nascita dell’Uovo di Pasqua. Capite bene che, rare erano le pause che riusciva a prendersi, ma fu proprio durante una di queste pause che, passeggiando tra questi boschi, incontrò una bellissima colomba dal becco dorato e un piccolo ramoscello di ulivo, che stringeva tra le sue zampette.

Santacola – La colomba dal becco dorato

La notò subito e, saltellando con passo leggero, si mosse verso di lei.

Appena le fu vicino, timidamente le chiese:

“Ciao! Il mio nome è Ser Niglio e tu come ti chiami? E come mai ti trovi da queste parti? Non ci viene mai nessuno, perché è un luogo che non esiste…”

La colomba si girò piano verso di lui e rispose:

“Ciao! Il mio nome è Santacola, vengo dal Paese dei BianchiCola d’Ulivo e, mentre stavo tornando a casa, ho sbagliato strada perdendomi tra sentieri che non conoscevo. Cammina e vola… Cammina e vola… cammina e vola… nel mio vagare senza più una meta, ho trovato questo luogo e, quando mi sono imbattuta in questa foresta di alberi di cioccolato al latte, bianco e fondente… che io adoro… non potevo non fermarmi ad assaggiarne un po’.”

“Anche io amo il cioccolato, soprattutto le uova! Tutti gli anni, per il giorno di Pasqua, le creo e le realizzo in mille colori, per tutti i bambini. Non sai quante richieste che mi arrivano! Tu non ci crederai, ma anche gli adulti me le commissionano!”

“Ahhh… ma allora sei tu!!! La tua fama ti precede, tutti ti conoscono, ma nessuno che io sappia, ti ha mai visto… tranne me adesso! Sei così bravo e veloce che, quando consegni le uova, le persone non riescono a vederti! Ma come fai??!?” E sorrise sotto la piuma bianca del becco.

“Vero! Ma non ti posso svelare il mio segreto! Sono così veloce e consumo tante di quelle energie, che, la mattina di Pasqua, mi stanco moltissimo per fare le consegne. Proprio per questo motivo, per tutto il resto dell’anno, sono costretto a stare a casa, per riposarmi dal grande sforzo. La mia Casetta Arancione è bellissima. E’ una carota gigante, con due enormi finestre dalle quali si può ammirare un panorama straordinario e un portone alto tre orecchie di coniglio e poco più. Si trova a pochi tronchi alberati da qui. Se guardi bene, la puoi vedere… è là, oltre la siepe dai rami secchi.”

“Sì, sì la vedo!” Esclamò sorpresa Santacola e, dopo un attimo di riflessione, continuò dispiaciuta: “Ma che peccato, allora tu non hai amici. A quanto ho capito, sono io l’unico animaletto che ti ha visto e che ti conosce.”

Ser Niglio sospirò e le confessò il suo più grande desiderio: “Purtroppo sì… ma se almeno avessi qualcuno che mi desse una mano nelle consegne da fare… riuscirei a stancarmi di meno e allora….”

“Mmmmmmmmmhhhh… Potrei darti una mano io! Tu cammini, anzi sfrecci alla velocità della luce ed io volo! Sono così precisa e riesco ad andare tanto veloce che, nessuno si accorgerà di me e la nostra identità rimarrà nell’ombra!”

“Davvero potresti??!!??”

“Certo! Mettimi alla prova e vedrai!”

Le Uova di Pasqua create da Ser Niglio e Santacola

Ser Niglio condusse Santacola al magazzino delle SiepisempreVerdi, dove venivano prodotte le uova di cioccolato colorate e si misero subito a lavoro. Arrivò il giorno di Pasqua e in men che non si dica, portarono a termine le consegne nella mattinata prestabilita e fu così per tutti gli anni a venire…

Da allora, Ser Niglio, il leprotto coniglio e Santacola, la colomba bianca dal becco dorato, diventarono grandi amici e non si separarono più, ed ogni anno, per Pasqua, portano le uova a tutti i bambini ed adulti del mondo.

P.S.: senza farsi vedere da nessuno!

Thi Endy

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